CNR: MANTENERE LE PROMESSE E’ UN DOVERE

Il 2018 si avvia quasi a conclusione ed al CNR i nodi aumentano, senza che se ne sciolga alcuno. L’elenco sarebbe lungo, ed è necessario che tutte le questioni in itinere si risolvano, quelle che sono state già ampiamente dibattute ed istruite, o si af­frontino per risolverle, quelle che richiedono con­fronti per individuare efficaci soluzioni. Fra que­ste, le questioni più urgenti sono:

1)      Applicazione dell’art. 20 del Decreto Madia dando immediato corso a tutti gli adempimenti ne­cessari per le stabilizzazioni previste.

2)      Immediato utilizzo degli scorrimenti per tut­ti i bandi i cui vincitori sono interni.

3)      Immediata convocazione di un tavolo tecni­co per la definizione delle procedure ex art. 15 (CCNL 2002-2005), già prontamente e reiterata­mente richiesta e sollecitata da FGU-Dipartimento Ricerca (lettere Prott. 44-47/18 del 4 e 19 giugno 2018).

Molte altre questioni stanno diventando altrettanto impellenti. Fra queste oltre all’orario di lavoro (cfr. informativa su questa Newsletter) si segnala­no:

·   Concorso ex art. 15 decorrenza 2010 per Primo Ricercatore in Scienze umane e sociali:  a distanza di 5 anni dall’emanazione del bando non è stata ancora pubblicata la graduatoria dei vincitori, con la conseguenza che alcuni colleghi non risulteran­no vincitori non per proprio demerito ma perché andati nel frattempo in pensione, a vantaggio di altri colleghi meno meritevoli.

·   Anticipo di fascia stipendiale: anche in questo caso, dopo 1 anno e 6 mesi dalla pubblicazione della graduatoria di merito dei Primi Ricercatori, il CNR non ha ancora provveduto ad individuare i vincitori e a dare loro gli aumenti retributivi e gli arretrati spettanti.

·  Regolamentazione orario di lavoro: continua ad essere ufficialmente imposto dall’ente il badge (con tutto ciò che ne consegue) per tutti i Ricerca­tori e Tecnologi, in palese violazione delle norme contrattuali. La questione è ancora più grave per la disparità di trattamento dei R&T dell’Ente in quanto in alcuni istituti o sedi di istituto il badge o non è mai stato introdotto o è stato eliminato.

·  Regolamentazione attività fuori sede: continua a diffondersi tra i Direttori, e ad essere applicato, il parere fornito dal CNR sull’attività fuori sede, col risultato che molti colleghi si trovano nell’impos­sibilità di svolgere la loro attività nella maniera consentita dal CCNL, a discapito della loro attivi­tà di ricerca.

·   Contratti di docenza presso le Università: la nuova piattaforma informatica del CNR per gesti­re l’attività svolta nell’ambito delle 160 ore impe­disce, in molti casi, di sottoscrivere contratti di docenza con molti Atenei italiani, ossia quelli che inquadrano i contratti di docenza nell’ambito dei contratti co.co.co.

L’indecisione, la lentezza e, a volte, la confusione che caratterizzano la strategia dell’Ente nell’affrontare le questioni evidenziate, e le tante altre che per brevità non si ribadiscono in questa sede, stanno determinando un clima di disaffezio­ne e generando una tensione che non è stata mai registrata nel passato.

Le legittime ed opportune iniziative che gruppi sempre più numerosi pongono in atto per ottenere il superamento di una situazione di intollerabile precarietà, per altro riconosciuta ed affrontata con uno specifico provvedimento normativo (Decreto Madia), e per rivendicare il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro di ricerca e delle compe­tenze ampiamente maturate (ex art. 15) devono avere risposte rapide ed efficaci.

FGU-Dipartimento ricerca-Sezione ANPRI ha sollecitato ancora una volta l’Ente a dare corso a tutte le azioni necessarie e, per le questioni che ancora sono da definire operativamente, di essere messo nelle condizioni di portare ai tavoli di di­scussione le proprie proposte.

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