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Comunicato 10/8/2020: L’ARAN riavvia l’attività della Commissione per l’Ordinamento Professionale personale Ricerca (Art. 69 CCNL)

Dopo la lunga interruzione causata dal lockdown per il COVID-19 l’ARAN ha riconvocato il tavolo per l’ordinamento professionale (Art. 69, CCNL 2016-18) riunitosi il 23 giugno scorso,  prevedendo il suo proseguimento per la data del 9 luglio. Incontro, quest’ultimo, poi rinviato per ben due volte ed infine svoltosi il 4 agosto. A tutte le date proposte avevamo comunque dato la nostra disponibilità. Questi due incontri seguivano quello del 19 febbraio scorso in cui l’ARAN, oltre a richiedere alle varie sigle sindacali la presentazione di documenti con le loro proposte, presentava una stima dei costi dell’ipotesi indicata al punto 4, dei sette, del documento “Ipotesi di lavoro per la revisione del sistema di classificazione professionale degli Enti Pubblici di Ricerca” presentato dall’ARAN (vedi nostro comunicato del 31 dicembre 2019). La stima riguardava l’obiettivo di uniformare il livello di accesso ed il livello apicale tra i profili “amministrativi” e profili “tecnici”.

            L’ARAN, in entrambi gli ultimi due incontri, proponeva come metodo di lavoro di cercare la massima condivisione fra le varie proposte delle OO.SS. e dall’Agenzia in modo da presentare delle conclusioni quanto più unitarie possibili al Comitato di Settore in modo che quest’ultimo possa tenerle nella massima considerazione nel definire l’atto di indirizzo contrattuale per la modifica della classificazione professionale prevista ad oggi ancora  dal DPR 171/91. La validità giuridica dell’eventuale nuovo sistema può venire solo dal nuovo CCNL. Inoltre l’ARAN, nell’incontro di giugno, presentava un approfondimento fatto sulla Carta Europea dei Ricercatori e sul documento European Framework for Research Career come riferimento per la riclassificazione professionale del personale Ricercatore e Tecnologo. Varie sigle sindacali sottolineavano che era più opportuno, contrariamente all’atteggiamento precedente, anticipare la discussione riguardo il personale Ricercatore e Tecnologo ed affrontare solo in seguito quella dell’altro personale.

            Come FGU Dip. Ricerca – Sezione ANPRI abbiamo presentato, dopo la richiesta ARAN dello scorso febbraio, un documento con le nostre proposte circa una possibile riforma della classificazione professionale del personale dei primi tre livelli e nell’incontro di fine giugno proposto di definire un calendario di incontri ragionevolmente serrato con l’obiettivo di concludere rapidamente i lavori della commissione paritetica in maniera da essere pronti per una eventuale apertura delle trattative per il nuovo contratto. Tale proposta, considerata positivamente dall’ARAN, non si è ancora concretizzata in attesa delle posizioni delle varie organizzazione sindacali su cui lavorare.

            Come premessa alla descrizione sintetica della nostra proposta riassumiamo i punti che consideriamo rilevanti nel documento ARAN su citato:

  • Insufficiente chiarezza del quadro regolatorio (in particolare con riferimento alla sentenza della Cass. SS. UU. N. 8985, 11/4/2018).
  • Come riconoscere lo sviluppo professionale di Ricercatori e Tecnologi in linea con la “Carta Europea dei Ricercatori”, per altro, aggiungiamo noi, anche specificatamente richiamata sia dal D.lgs. 218/2016 che dal CCNL 2016/18 attualmente vigente.
  • Esigenza di mantenere l’accesso superiore a quello iniziale per personale che abbia rilevanti esperienze professionali maturate all’esterno dell’Ente.

I principali principi ispiratori della nostra proposta di riclassificazione professionale dei Ricercatori e Tecnologi si possono riassumere nelle tre esigenze principali:

  • I livelli di occupazione dei tre livelli insieme alla distribuzione dell’età del personale (il DPR 171/91 già indica dei riferimenti numerici precisi al riguardo) evidenziano una chiara criticità definita come il fenomeno delle cosidette “anomale permanenze” nei livelli più bassi, tipicamente il III livello. Abbiamo situazioni in cui addirittura l’occupazione del III livello è superiore al 70%. Questo non può che essere considerato come una scarsa attenzione alla valorizzazione del personale con inevitabile conseguenza sul funzionamento complessivo del sistema, e dovrà, a nostro avviso, essere affrontato anche e necessariamente sul piano dell’ordinamento professionale, predisponendo una riclassificazione dei livelli  professionali che consenta in seguito con il nuovo contratto una sua soluzione. Ovviamente, difficilmente si può affrontare il problema senza prevedere adeguate risorse finanziarie nei bilanci degli Enti destinate specificatamente allo scopo.
  • I ruoli dei Ricercatori degli Enti di Ricerca e dei docenti Universitari certamente non si sovrappongono, nell’uno è prioritario l’insegnamento nell’altro la ricerca, ma sicuramente così come recita l’European Framework for Research Career “… to make career structure generally comparable across employment sectors and countries.” riteniamo sia indispensabile mantenere il più ampio parallelismo possibile sopratutto nell’ottica del giovane ricercatore quando deve confrontare le opportunità offerte dalle due carriere sia dal punto di vista ordinamentale, economico che di status.
  • Non ultimo va considerato come tre decenni non possono non aver cambiato quanto previsto dal DPR 171/91 sia sul piano dei livelli che dei profili. In particolare riteniamo come FGU-Dipartimento Ricerca che vadano chiaramente identificate, attraverso diversi e specifici profili, le professionalità che contribuiscono alla realizzazione dei prodotti per la VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) dalle altre, comunque alte professionalità, che però non vi contribuiscono direttamente.

            Come FGU Dip. Ricerca riteniamo che il tavolo paritetico sull’ordinamento professionale sia una occasione unica e irripetibile per concretamente predisporre dal punto di vista ordinamentale gli strumenti necessari ad affrontare sul piano contrattuale una valorizzazione del personale più rispettosa delle esperienze maturate e che cerchi, eventualmente con gradualità, di realizzare una condizione di parità professionale con i colleghi operanti in istituzioni analoghe estere oltre che italiane. Fiduciosi di poter condividere questi obiettivi con le altre organizzazioni sindacali e con l’ARAN stessa, ci prepariamo alla ripresa dell’attività nel prossimo mese di settembre sperando di poter in tempi brevi produrre un documento condiviso che sia di grande ausilio nella prossima tornata contrattuale in cui dovremo, verosimilmente, affrontare la trattativa nelle difficilissime condizioni di un comparto dominato, legittimamente, dalle esigenze del settore della scuola.

FGU – Dipartimento Ricerca – Sezione ANPRI

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