COMUNICATO 11 marzo 2020 Applicazione “lavoro agile”: per Ricercatori è Tecnologi non può essere contraria alle norme

La FGU-DR desidera esprimere vicinanza e partecipazione a tutti i lavoratori della SZN in questo momento di forte richiamo alla responsabilità individuale e collettiva per il contenimento dell’epidemia da COVID-19.

Siamo consapevoli della necessità che tutte le parti debbano collaborare e che siamo tutti chiamati a modificare le nostre abitudini, anche lavorative, in questo momento così delicato per il Paese tutto.

Riconosciamo all’Ente il merito di essersi subito attivato per la gestione dell’emergenza con l’obiettivo di contribuire a limitare la diffusione del virus, in particolare con quanto disposto recentemente nelle “Linee guida per l’applicazione della modalità “lavoro agile” per contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Per quanto riguarda l’applicazione del lavoro agile, ci vediamo però costretti a richiamare l’attenzione sul fatto che (così come disciplinato dall’INFN), il “lavoro agile” non trova applicazione nei confronti dei R&T in quanto il Contratto Nazionale, all’art. 58, riconosce ai R&T la possibilità di svolgere liberamente attività fuori sede anche presso la propria abitazione (cosa espressamente consentita dall’INFN anche in occasione dell’emergenza Coronavirus), senza dover essere autorizzati e senza che ciò sia legato ad eventi eccezionali e/o emergenziali quali il COVID-19. Ciò nel rispetto delle prerogative contrattuali di ampia flessibilità dell’orario di lavoro dei R&T e delle raccomandazioni e principi contenuti nella Carta Europea dei Ricercatori.

Peraltro, anche qualora si voglia forzare il contratto e disciplinare il lavoro agile anche dei R&T, le giornate lavorative dei R&T non possono essere forzatamente “svolte per l’orario di 7 ore e 12 minuti” (così come indicato all’art. 5, comma 2, delle “Linee guida”), né è consentito imporre l’obbligo di reperibilità (comma 4), in quanto ciò è contrario al dettato contrattuale che tutela l’autonoma determinazione dell’orario di lavoro sancita dal CCNL e che non prevede una durata fissa e costante dell’orario di lavoro giornaliero, ma solo lo svolgimento di 36 ore settimanali medie da distribuire, in totale autonomia, nel quadrimestre.

La violazione delle norme contrattuali è, infatti, espressamente vietata dalla stessa legge n. 81/2017 sul lavoro agile che stabilisce che il lavoratore in “lavoro agile” ha diritto ad un trattamento normativo, oltre che economico, non inferiore a quello dei lavoratori che svolgono la loro prestazione lavorativa con le modalità ordinarie.

Appare inoltre riduttivo, in questa delicata fase emergenziale del nostro Paese, limitare, per tutto il personale, l’applicazione del “lavoro agile” alle sole 4 condizioni indicate nel modulo di richiesta in quanto, anche in seguito al nuovo decreto della Presidenza del Consiglio del 10 marzo 2020, appare assolutamente necessario limitare anche il solo rischio potenziale di esposizione al virus e di trasmissione a qualsiasi altra persona, senza menzionare categorie vulnerabili non considerate nel modulo, quali, ad esempio, genitori o familiari anziani o a rischio.

Invitiamo quindi l’Ente alla massima elasticità nel rivedere le norme previste nelle suddette “Linee guida” nel pieno rispetto della normativa contrattuale e di legge, e nella piena interpretazione del decreto del 10 marzo, che mira proprio a favorire al massimo il lavoro da casa, per limitare la diffusione del COVID-19 pur salvaguardando, per quanto possibile, le attività lavorative del Paese. Chiediamo all’Ente di contribuire a dare un segnale forte che il Paese può andare avanti senza bloccare tutte le attività, compresa la ricerca, quando può essere fatta anche in modalità remota.

La FGU-DR seguirà con attenzione il rapidissimo evolversi della situazione nei prossimi giorni.

La Delegazione FGU-Dipartimento Ricerca

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/03/FGU-Comunicato-11marzo2020-Lavoro-Agile-alla-SZN.pdf

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