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Comunicato 14 aprile. Il CNR e il suo interesse che si continui a fare ricerca

Il CNR sta inviando, ad un ritmo decisamente elevato, note ed indicazioni operative in merito alle modalità di lavoro del proprio personale durante questa emergenza Covid-19, emergenza destinata a durare molto più di quanto inizialmente prevedibile.

Note ed indicazioni operative che ignorano il diritto dei R&T di svolgere, anche durante l’emergenza Covid-19, attività fuori sede presso il proprio domicilio (cosa peraltro pacificamente riconosciuta dall’INFN), o di “ostacolare” lo svolgimento di attività extra-istituzionale, in particolare quelle riguardanti la lotta al Coronavirus, anche se tali attività non richiedono l’utilizzo di strutture o apparecchiature dell’Ente e rientrano tra i diritti di “crescita professionale” dei R&T.

L’Ente si prepara inoltre, come anticipato anche pochi giorni fa alle OO.SS., a chiedere a tutto il personale in lavoro agile, R&T compresi, di compilare mensilmente una scheda di rendicontazione delle attività svolte e una scheda di programmazione delle attività che si prevede di svolgere in lavoro agile, schede che non solo costituiscono un incomprensibile aggravio burocratico ma finirebbero anche col diventare attestazioni dei singoli dipendenti sulla correttezza funzionale ed operativa di una scelta, quella di imporre il lavoro a casa a quasi tutti i dipendenti e di chiudere di fatto le sedi, fatta autonomamente dall’Ente.

Per quanto riguarda nello specifico i R&T, il cui lavoro è costantemente soggetto alla valutazione di terzi (nella sottomissione di lavori scientifici, nella proposizione di progetti di ricerca, nella presentazione a convegni,…), questa richiesta appare non solo in contrasto con le norme contrattuali (che non prevedono “programmazione” e “rendicontazione” mensile delle attività) e la Carta europea dei ricercatori, ma denota anche la non comprensione della natura del lavoro di ricerca da parte dei Vertici dell’Ente.

Ci saremmo invece aspettati che l’Ente chiedesse, in particolare ai suoi R&T costretti a lavorare a casa, di segnalare di cosa avessero bisogno per lavorare al meglio da remoto, offrendosi di fornire supporto informatico e/o strumentazione necessaria, almeno in questi ultimi giorni da quando si è preso atto che l’emergenza Covid-19 durerà molto più delle 2-3 settimane inizialmente previste.

Sembra quasi che i Vertici del CNR, Presidente in primis, vogliano dimenticare i diritti dei R&T, persino quando questi producono benefici per l’attività stessa e il prestigio dell’Ente. Nasce quindi spontanea la domanda: ma i Vertici del CNR hanno un qualche interesse a che i R&T riescano a svolgere al meglio le loro attività di ricerca, nonostante l’emergenza Covid-19?

Non ci si può esimere, infine, dal rilevare che anche questa drammatica contingenza conferma la necessità di riconoscere pienamente l’autogoverno ai Ricercatori e Tecnologi per dare all’Ente una maggiore efficacia.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/04/Comunicato-14-aprile-2020.-CNR-e-suo-interesse-che-si-continui-a-fare-ricerca.pdf

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