COMUNICATO 28 maggio 2020 Risposta al giornale Libero sull’attacco nei confronti dei lavoratori dell’ISS

            L’attacco del giornale “Libero” [1] nei confronti dei lavoratori dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) oltre ad essere offensivo non risponde a verità.

            I lavoratori dell’ISS sono stati sempre presenti e operativi anche adattandosi a lavorare in condizioni di smart  working (in osservanza dei Decreti del Governo) sulle proprie forze, lavorando incessantemente anche fuori orario, durante i giorni festivi, FACENDOSI CARICO DI GESTIRE ANCHE SITUAZIONI EMOTIVAMENTE TOCCANTI, per consentire al nostro Paese di contrastare una pandemia che ha toccato profondamente molte famiglie.

            L’impegno dell’ISS in questa, così come in altre situazioni di emergenza non risponde certamente a motivazioni economiche e per questo si invitano i redattori  di “Libero” a verificare gli stipendi dei ricercatori e del personale dell’Istituto che se non rispondesse ad un senso di appartenenza non si sarebbe prestato, attraverso un impegno multidisciplinare, a contenere conseguenze che sarebbero state molto più pesanti di quanto accaduto.

            L’Istituto ha messo a disposizione informazioni scientifiche attraverso conferenze, webinar, report scientifici, ha attivato confronti con esperti nazionali ed internazionali per tranquillizzare la popolazione evitando il propagarsi di informazioni allarmistiche.

            Probabilmente tutto ciò ha raggiunto adeguatamente la popolazione ma non i lavoratori di Libero che, anche in un momento come questo, piuttosto che riconoscere l’impegno di un Ente di ricerca pubblico hanno preferito criticare di assenteismo i lavoratori.

            Invitiamo gli estensori dell’articolo a prendere atto di tutta l’attività che è stata svolta in tutto il periodo da loro citato e non solo, di toccare con mano l’attività svolta dai ricercatori dei tecnici e tutto il personale per fornire i dati necessari a monitorare la situazione minuto per minuto, lavorando anche di notte, senza percepire indennizzi o straordinari: verifica dei tamponi,  analisi dei decessi, valutazione di cluster regionali, identificazione di misure  e strategie necessarie a migliorare la gestione delle patologie legate al COVID-19 ed ai suoi effetti collaterali e non solo.

            E ancora, l’Istituto che già si è attivato per tutelare i possibili effetti a lungo termine sulla popolazione che la letteratura internazionale indica come conseguenza di questo lungo periodo di lockdown, con particolare attenzione alle persone fragili e disabili.

            Le accuse infondate meritano le scuse da parte di Libero che prima di attaccare i vertici dell’Ente che si assumono responsabilità non indifferenti PER LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA dovrebbe preoccuparsi di verificare cosa è stato fatto da coloro che sono  stati ”definiti ingiustamente assenteisti“  e che INVECE SILENZIOSAMENTE HANNO CONTINUATO A LAVORARE PER IL BENE DELLE PERSONE CON RESPONSABILITA’, SERIETA’, SPESSO SENZA VISIBILITA’, ISPIRATI DA PRINICIPI ETICI E DEONTOLOGICI CHE FORSE QUALCUNO DOVREBBE RIPASSARE.

                                       FGU – Dipartimento Ricerca

                                           Sezione ISS

[1] Articolo del 27 maggio 2020 “L’Istituto superiore di sanità è malato di assenteismo”

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/05/comunicato-ISS-RispostaLibero_28-05-2020.pdf

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