COMUNICATO 31 Dicembre 2019 La fine dell’anno è portatrice di molte novità per la RICERCA PUBBLICA.

Commissione paritetica per l’ordinamento professionale (art. 69, CCNL 2016-18)

Si è tenuta a Roma, presso la sede dell’ARAN l’11 Dicembre scorso, la terza riunione della commissione paritetica per l’Ordinamento Professionale (vedi comunicato del 25 Novembre). Come annunciato nell’incontro precedente l’ARAN ha presentato un documento in sette punti:

  1. Regolare all’interno del CCNL tutti gli aspetti del sistema di classificazione professionale superando il DPR 171
  2. Continuare a definire i profili professionali a livello di CCNL
  3. Attualizzare le declaratorie dei profili professionali
  4. Uniformare il livello di accesso ed il livello apicale tra profili “amministrativi” e profili “tecnici”
  5. Valutare possibili soluzioni al problema di riconoscere contenuti di lavoro e professionali “superiori” rispetto a quelli dell’attuale profilo dei “funzionari”, caratterizzati da più elevata responsabilità e/o professionalità
  6. Superare l’attuale distinzione tra differenti tipologie di progressioni economiche
  7. Valutare possibili soluzioni al problema dell’inquadramento dei ricercatori e tecnologi, in coerenza con la carta europea dei ricercatori

Abbiamo, come FGU Dipartimento Ricerca, formulato alcune riflessioni principali di carattere generale, rimandando più puntuali considerazioni ai prossimi incontri:

  • Qualunque “riforma” dei livelli di ingresso ed apicali dei vari profili, sia per i ricercatori e tecnologi che per i diversi profili dei livelli IV-VIII, comporta dei costi  aggiuntivi rispetto al costo medio del contratto previsto dai fondi disponibili nella legge di stabilità, di per se già insufficienti, come li si finanziano? Questo in particolare considerando che ( dati ARAN ) a fine 2017 i Ricercatori e Tecnologi sono per oltre due terzi inquadrati al terzo livello nonostante che l’età media nel livello sia rispettivamente di 48 e 50 anni. A questo proposito è stato da più parti sollecitato un coinvolgimento degli Enti nella discussione. L’ARAN si è impegnata a portare ai prossimi incontri delle valutazioni dei costi relative alle modifiche ipotizzate.
  • Riteniamo che l’approccio proposto sia eccessivamente sbilanciato nella direzione del “rammendare”, oltre che sistematizzare, il quadro esistente. A nostro avviso si dovrebbe invece cogliere l’occasione organizzando l’attività della commissione per individuare delle risposte più organiche per:  i) l’organizzazione del lavoro dei Ricercatori e Tecnologi, facendo concreto riferimento alla carta europea dei ricercatori richiamata nel punto 7, e del personale Tecnico ed Amministrativo degli enti;  ii) le legittime aspettative di miglioramento del riconoscimento economico/professionale del personale.

Istituzione dell’Agenzia Nazionale della Ricerca (ANR) nella legge di stabilità 2020

            Lo scorso 23 dicembre la Camera ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2020 che all’art. 1, commi 240-252 istituisce l’Agenzia Nazionale per la Ricerca (ANR) con la previsione di cospicui  finanziamenti, oltre mezzo miliardo di euro in tre anni (25, 200 e 300 Meuro rispettivamente per gli anni 2020, 21 e 22 ). I compiti dell’Agenzia sono definiti nel comma 241 “…promuove il coordinamento delle attività di ricerca delle università, enti e istituti di ricerca pubblici….” e sono ulteriormente specificati in: “…a) promuove e finanzia progetti di ricerca da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri,…; b) valuta l’impatto dell’attività di ricerca, tenendo conto dei risultati dell’attività dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR)…; c) definisce un piano di semplificazione delle procedure amministrative e contabili dei progetti di ricerca…”. I restanti commi sono poi dedicati alla definizione della governance dell’Agenzia stessa.

https://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.2305.18PDL0086911&back_to=

            Varie e condivisibili critiche sono state sollevate da parte di diversi commentatori, sia politici che della comunità scientifica quali, un esempio per tutti, l’Accademia dei Lincei. In particolare la modalità con cui è stata istituita l’ANR, che originariamente doveva essere istituita mediante un disegno di legge collegato alla legge di stabilità che per i suoi tempi avrebbe consentito una maggiore condivisione ed approfondimento da parte della comunità scientifica oltre che, ovviamente, del Parlamento. Destano ancor più perplessità, se non proprio critiche,  la governance disegnata in maniera particolarmente dirigista ed i compiti e le regole di funzionamento, entrambi poco definiti negli obiettivi che sembrano essere in contrasto con quelli individuati per altre istituzioni. Non ultimo in importanza la durata della carica dei membri del consiglio direttivo, definita quadriennale ma senza specificare il numero dei rinnovi possibili. Questo, a nostro avviso, è indiscutibilmente in contrasto con il rinnovamento necessario per una istituzione quale l’ANR.

Risorge il Ministero per l’Università e la Ricerca separato dalla scuola

            In occasione della conferenza stampa di fine anno il Presidente del Consiglio Conte, a seguito delle dimissioni del Ministro Fioramonti, ha annunciato la creazione del Ministero dell’Università e della Ricerca con alla guida il Prof. Gaetano Manfredi rettore dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della conferenza dei rettori (CRUI).

http://www.governo.it/it/media/conferenza-stampa-di-fine-anno-del-presidente-conte/13679

            In linea di principio non possiamo che salutare positivamente la “rinascita” del MURST, presente nel secondo dicastero Prodi con alla guida il ministro Fabio Mussi, e che dal 1987 al 1992 fu guidato dal Prof. Antonio Ruberti, promotore della sua istituzione, e le cui significative parole vogliamo ricordare: “La ricchezza delle nazioni è costituita da un capitale intangibile, che ha due componenti: la sua produzione attraverso la ricerca e la sua diffusione attraverso l’istruzione. La ricerca e l’istruzione sono due parti dello stesso capitale. È quindi naturale metterle insieme.” (Ruberti, A. Il capitale immateriale, 60). Non possiamo tuttavia esimerci dall’evidenziare le critiche, forse non completamente infondate, che sottolineano la estemporaneità dell’istituzione del Ministero legata, secondo alcuni, solo alla necessità di risolvere il problema contingente determinato dalle dimissioni del Ministro Fioramonti.

            Vogliamo credere, come sottolineato nella conferenza stampa dal Presidente del Consiglio citando ANR e MURST insieme, che l’insieme delle tre decisioni: la riapertura dei lavori della commissione sull’ordinamento professionale, prodromica all’apertura delle trattative per il nuovo contratto, la istituzione dell’ANR e la rinascita del MURST corrispondano ad un disegno complessivo di valorizzazione della attività di Ricerca, in particolare pubblica, nel nostro paese ed in particolare dei Ricercatori e Tecnologi che operano negli Enti Pubblici di Ricerca. Allo stesso tempo non possiamo non ricordare che difficilmente un rilancio possa avvenire senza un adeguamento delle risorse sia finanziarie che umane per l’Università e la Ricerca e senza un intervento legislativo che porti ad una maggiore uniformità dei diritti e doveri degli operatori dei due sistemi.

  FGU – Dipartimento Ricerca – Sezione ANPRI                                                    

 https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/01/comunicato_CommissioneOrdinamentoProfessionale-ANR-MURST-31-12-19.pdf

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