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Comunicato 5 giugno 2020 su valutazione e progressioni di carriera dei R&T CREA

Gli ultimi incontri sindacali (11 e 28 maggio u.s.) con l’Amministrazione CREA (Commissario, DG e i dirigenti Incoronato e Peronti), in teleconferenza, si sono tenuti sui seguenti punti all’OdG:

  1. Griglia di valutazione per i profili di ricercatore e tecnologo;
  2. Progressioni di livello per i profili di ricercatore e tecnologo.

In pratica si è discussa e definita la sola griglia di valutazione (allegata). Il confronto per la definizione delle progressioni di livello è stato rimandato ad un successivo incontro programmato per il 9 giugno prossimo.

Si è trattato di 2 incontri lunghi e faticosi, dove l’Amministrazione ha ostentato totale chiusura alle proposte FGU-ANPRI:

  • mettere al centro della valutazione del personale R&T dell’Ente la produzione scientifica (pubblicazioni), dando adeguata considerazione/peso al resto delle attività istituzionali e di terza missione svolte;
  • dare una valutazione adeguata al personale scientifico dell’Ente, coerente con la produzione scientifico-tecnologica e/o di terza missione espressa, tenendo separate le attività puramente amministrative (tecnologo amministrativo);
  • riconoscere, dando congrua valutazione, l’anzianità di servizio (seniority). A questo criterio FGU ha proposto di attribuire almeno 10 punti, ricordando che nelle 2 precedenti selezioni interne, art. 64 (quello delle famose anomale permanenze, 12 anni, decorrenza 2001) e art. 15, decorrenza 2008, su base 100, furono attribuiti 25 e 20 punti rispettivamente!

In breve, per FGU andava fatta una valutazione separata per il ricercatore, per il tecnologo e per il “tecnologo amministrativo” (se per questa figura sono stati fatti concorsi specifici per l’assunzione, non capiamo la ratio della valutazione insieme ai ricercatori e i tecnologi). Al contrario, l’Amministrazione mescolando tutto e dando pesi esigui alla valutazione di pubblicazioni scientifiche e seniority (6 miseri punti, peraltro presi dalla Ricerca scientifica!), ha palesato totale incomprensione nei riguardi dell’essenza stessa del lavoro dei R&T. E tutto questo sta avvenendo con l’assenso complice dei direttori e dei sindacati confederali, sia pure con variegate sfumature. Chi fa ricerca, anche nelle materie economico-giuridiche, non può riconoscersi in questa valutazione. E’ offensivo.

E’ chiaro dunque che il CREA, al di là dell’acronimo, nella sostanza non è più un ente pubblico di ricerca (EPR), ma qualcos’altro, dove per il R&T che svolge attività di ricerca è diventato impossibile avere concrete possibilità di sviluppo professionale. Su questi temi, il Personale scientifico del CREA dovrà, necessariamente, rivolgersi ad altri interlocutori (Ministero vigilante in primis).

Sorprende, in questo senso, il riconoscimento dello “HR Excellence in Research” che il CREA ha ricevuto a seguito di una valutazione internazionale, dichiarando l’adesione (evidentemente solo sulla carta) ai principi del “reclutamento basato sul merito scientifico” enunciati nella Carta Europea dei Ricercatori. Nelle politiche del reclutamento e nel riconoscimento della professionalita’ dei R&T siamo lontanissimi da altre prestigiose istituzioni in ambito europeo che pure hanno ricevuto questo riconoscimento (l’INRA in Francia, il CERN in Svizzera, lo European Molecular Biology Lab – EMBL – e il Centro di Ricerca in Agrigenomica – CRAG – di Barcellona).

Tuttavia, per questo personale una luce in lontananza si intravede: parliamo della sentenza del Tribunale di Arezzo di questi giorni che, accogliendo il ricorso sullo scorrimento graduatorie art. 15 di 3 nostri colleghi, riconoscendogli inquadramento ed arretrati dalla data di diffida e messa in mora (2014), con imputazione delle relative spese processuali completamente a carico dell’Ente, ha riconosciuto che il CREA è stato inadempiente nei riguardi di specifiche disposizioni contrattuali, come destinazione di congrue risorse e cadenza biennale delle procedure selettive per gli avanzamenti di livello.

FGU-Dipartimento ricerca invita l’Amministrazione CREA a prendere atto della citata sentenza del Tribunale di Arezzo e non ricorrere in Appello, aprendo così una fase nuova per lo sviluppo professionale dei suoi R&T, destinando a ciò congrue risorse e rispettando la cadenza biennale delle relative procedure selettive interne.

FGU Dipartimento Ricerca presso il CREA

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/06/Progressioni-carriera-RT-CREA_Comunicato-FGU.pdf

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