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Comunicato CNR 21/11/2019: Arresti domiciliari per l’ex DG del CNR e altre 5 persone

Il 20 novembre la Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, nei confronti di sei indagati, tra i quali spiccano l’ex DG del CNR, Massimiliano Di Bitetto (all’epoca dei fatti a capo della Direzione Centrale Supporto alla Rete Scientifica e Infrastrutture), l’ex Direttore dell’IAMC, Salvatore Mazzola, e il consulente Paolo D’Anselmi.

I reati contestati sono peculato, falso ideologico e materiale, nonché emissione di fatture per operazioni inesistenti relative al periodo 2010-2016. Le false consulenze e relative gare erano state affidate, a rotazione, a circa 20 società, “intestate appunto a prestanome e in molti casi prive di strutture organizzative e di personale”, create, così si legge sui media, “al solo scopo di beneficiare dei contratti relativi alle consulenze mai realizzate, affidate sia dall’IAMC di Napoli che da altre strutture dello stesso CNR”.

In corso di esecuzione, al momento in cui scriviamo, anche il sequestro preventivo, nei confronti degli indagati e delle società da questi gestite per la consumazione degli illeciti, per l’equivalente del profitto dei reati contestati, ammontante a circa 2,3 milioni di euro (cfr. La Repubblica del 20 novembre).

Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata alla Guardia di Finanza dall’allora Direttrice dell’IAMC di Napoli, Laura Giuliano, successivamente costretta alle dimissioni.

Dei fatti si occupò, nel marzo 2017, la trasmissione di Report “CNR, ricercatori e ricercati” di cui parlammo ampiamente nel nostro Comunicato del 27 aprile 2017.

Già allora scrivemmo, e qui confermiamo, che è indispensabile“che si realizzi una profonda riforma strutturale dell’Ente con la quale sia riconosciuto ai Ricercatori e Tecnologi un ruolo primario nel governo dell’Ente e sia affermata la supremazia della componente scientifica del CNR sull’anima amministrativa e burocratica, in modo da non lasciare margini, nella gestione dell’Ente, ad inefficienze, sprechi ed interessi privati di alcun genere. Perché ogni euro sprecato o utilizzato per interessi personali è un euro sottratto alle attività di ricerca, alle attività di formazione e di crescita professionale, alle procedure di assunzione e di progressione di carriera, …, è un euro “rubato” ai Ricercatori, ai Tecnologi e al personale tutto dell’Ente”.

Riforma che appare sempre più una chimera ma che è doveroso fare per ridare dignità ed entusiasmo alle migliaia di ricercatori del CNR che quotidianamente si impegnano per scrivere progetti vincenti e procurarsi i fondi necessari a sviluppare le proprie idee al servizio del progresso culturale ed economico del Paese,  compresi ovviamente i colleghi del bistrattato ex-IAMC  che, a causa di queste vicende di cui non hanno responsabilità alcuna, hanno subito enormi danni sia da un punto di vista economico (fondi bloccati, prelievi sui fondi residui, iter amministrativi lunghissimi,…) che di immagine.

Gianpaolo Pulcini
Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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