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Comunicato 1° giugno 2020. Firmato il verbale di confronto su lavoro agile e monitoraggio in emergenza Covid 19

La FGU-DR-ANPRI vuole confermare e ribadire la propria convinzione che il lavoro agile, specie fuori da situazioni emergenziali, sia incompatibile con l’autonomia, la responsabilità e la libertà di ricerca riconosciute ai R&T dalla normativa contrattuale e dalla Carta Europea dei Ricercatori. Riteniamo che anche il modo in cui sia stato declinato il lavoro agile in emergenza al CNR non sia la soluzione ottimale che si poteva ottenere, così come da noi ripetutamente illustrato sin da marzo (si veda ad esempio il Comunicato del 6 marzo). La mancanza di un indirizzo politico da parte del Presidente ha influito sugli esiti non ottimi di questa complessa vicenda.

Il 29 maggio scorso abbiamo sottoscritto il verbale di confronto su lavoro agile e monitoraggio in emergenza Covid 19 perché, in una condizione di grande difficoltà, siamo riusciti, grazie anche ad una oggettiva disponibilità dell’Amministrazione, a convergere su un testo che definisce in maniere chiara il significato del monitoraggio richiesto e stabilisce in maniera inequivocabile il ruolo dei R&T non gerarchicamente subordinato ai Direttori/Dirigenti per quanto attiene alla gestione della ricerca e delle attività tecnico-scientifiche (nel rispetto di quanto affermato, ad esempio, dal comma 5, art. 80 del CCNL del 2018), condizione per noi scontata ma sempre insidiata. In particolare, nel verbale di confronto firmato dalla FGU-DR-ANPRI è inequivocabilmente scritto che i Direttori/Dirigenti non avranno più il compito di “validare” le schede di auto-programmazione e di auto-rendicontazione dei R&T (da fare peraltro su base rigorosamente “mensile”, e dal contenuto generico) ma si limiteranno a una “mera presa d’atto”. Non potranno, quindi, interferire in alcun modo con quanto i R&T riterranno di voler compilare.

Questa sostanziale modifica, richiesta con determinazione dalla FGU-DR-ANPRI, attesta, di fatto, il riconoscimento, da parte dell’Ente, dell’impossibilità di applicare a regime il lavoro agile ai R&T, dato che il lavoro agile (a regime), essendo basato su prefissati e misurabili obiettivi della prestazione di lavoro del dipendente, concordati col datore di lavoro, e sulla valutazione del raggiungimento del risultato prestabilito da parte del datore di lavoro, presuppone che il datore di lavoro sia gerarchicamente sovraordinato al dipendente.

Avere ottenuto e sottoscritto quanto contenuto nel verbale di confronto ha dunque evitato che si creasse un presupposto pericoloso rispetto al consolidato riconoscimento dell’autonomia dei R&T e, quindi, in palese contrasto con la vigente normativa contrattuale dei R&T.

Nel verbale di confronto, inoltre, si “prende atto” che i R&T che operano in “attività fuori sede (esclusivamente o in alternanza col rientro in sede in un mese intero) sono formalmente “esonerati” dal monitoraggio SW, riconoscendo così ai R&T il diritto di svolgere attività fuori sede (cui il contratto non pone limitazione alcuna al dove svolgerla, propria abitazione compresa, sebbene su questo si incontrino ancora resistenze) anche durante la Fase 2, seppure (per noi in maniera del tutto ingiustificata) solo a decorrere dal 18 maggio, ossia dopo la fine del lockdown. Riconosciuto, ovviamente, il diritto al buono pasto per ogni giornata lavorativa superiore alle 6 ore (al netto della pausa psico-fisica di 30 minuti) svolta “in presenza nel rispetto dei singoli piani di rientro” e in “attività fuori sede”, dato che il buono pasto rientra tra “gli istituti contrattuali vigenti”.

Ciò significa che, di fatto, il CNR riconosce che la normativa contrattuale ha individuato già 22 anni fa, col contratto del 1998 nell’Area della dirigenza, la corretta alternativa al lavoro agile per i R&T, ossia lo “svolgimento dell’attività al di fuori della sede di servizio che si limita a dover “essere autocertificato mensilmente”, nel rispetto dei principi di autonomia, responsabilità e libertà di ricerca dei R&T (così come formalmente riconosciuto dall’INFN).

Viene, inoltre, riconosciuto il diritto alla corresponsione del buono pasto a partire dal 1° aprile a quanti rendicontano l’attività svolta in lavoro agile e, solo però a decorrere dal 18 maggio, anche ai R&T che sono esonerati dalla procedura informatica di monitoraggio in quanto “operano in attività fuori sede”.

Non possiamo, però, non stigmatizzare duramente la decisione dell’Ente di riconoscere il buono pasto solo a quanti compilano le schede di Monitoraggio SW o ne sono esonerati, dato che il lavoro agile non è stato attivato su richiesta del singolo dipendente ma imposto ai dipendenti. Difficile non vedere in tale decisione dell’Ente uno strumento coercitivo per costringere il personale non esonerato dal monitoraggio a compilare le schede di programmazione e rendicontazione mensile, decisione presa peraltro dopo aver paventato sanzioni disciplinari nei confronti di chi si fosse astenuto dal monitoraggio!

Infine, per quanto riguardo la mancata corresponsione di straordinario e altre indennità al personale tecnico ed amministrativo, non compatibili con la normativa sullo SW in condizioni ordinarie, la FGU-DR-ANPRI ha apprezzato l’apertura dell’Amministrazione ad esaminare la possibilità di individuare percorsi che consentano di remunerare gli impegni aggiuntivi cui i colleghi tecnici e amministrativi stanno facendo fronte.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/06/Comunicato-1-giugno-2020-Firmato-verbale-su-lavoro-agile-e-monitoraggio-in-Covid-19.pdf

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