Comunicato-Commissione OrdinamentoProfessionale-15-10-2020

L’ARAN riconvoca il tavolo della Commissione Paritetica per l’Ordinamento Professionale del personale Ricerca (Art. 69 CCNL 2016/2018)

         Il 15 ottobre scorso, dopo la pausa estiva, l’ARAN ha riconvocato il tavolo della Commissione Paritetica per la revisione dell’Ordinamento Professionale (vedi nostro comunicato del 10 agosto 2020). La principale novità è stata la presentazione da parte ARAN di una prima bozza del rapporto finale delle analisi e proposte che riassumerà le conclusioni del tavolo stesso. L’ARAN ha inoltre comunicato che anche le altre sigle sindacali hanno consegnato le loro proposte di modifica e, quindi, si potrà procedere con il lavoro della commissione che verrà riconvocata a breve. Nel documento presentato non sono state, principalmente per ragioni di tempo, ancora inserite le varie proposte sindacali.

         Il documento su menzionato contiene al momento principalmente una approfondita panoramica della situazione ordinamentale attuale che si caratterizza per essere definita in parte per via legislativa, con il DPR 171/1991, ed in parte per via contrattuale. Si focalizza inoltre anche sui meccanismi attuali di carriera elencando inoltre quelle che, a parere ARAN, sono le varie criticità.

         Per i livelli IV-VIIl le principali, come già sottolineato in passato,  sono: il disallineamento dei livelli tra i profili tecnici e quelli amministrativi, la presenza di due tipologie  di progressioni economiche e di livello, la difficoltà a reclutare figure con elevate competenze tecniche.

         Per il personale Ricercatore e Tecnologo vengono evidenziate la necessità di integrare nel nuovo ordinamento le conclusioni di recenti sentenze, quali quella della Corte di Cassazione (Cass. SS. UU. N. 8985, 11/4/2018), la necessità di continuare a reclutare anche a livelli superiori a quello iniziale personale con esperienze rilevanti conseguite all’esterno degli enti, ed infine il recepimento nell’ordinamento dei dettami della “Carta Europea dei Ricercatori” e del documento “Towards a european framework for research careers”.

         Da parte delle organizzazioni sindacali presenti vi sono stati vari commenti, tutti comunque sostanzialmente accomunati dalla preoccupazione che qualunque riforma ordinamentale di rilievo non possa prescindere da una consistente e specifica disponibilità finanziaria che ne consenta la realizzabilità. Non si può pensare che una riforma ordinamentale di rilievo possa essere fatta a valere sui fondi messi a disposizione della legge di Bilancio per gli adeguamenti salariali ordinari. Come FGU-Dipartimento Ricerca abbiamo inoltre sottolineato come sia necessario che qualunque soluzione ordinamentale debba, in particolare per il personale Ricercatore e Tecnologo, mantenere il parallelismo con l’Università e con quanto previsto per  istituzioni estere analoghe.  Abbiamo anche sostenuto che un eventuale nuovo ordinamento debba contribuire ad evitare, in futuro, il ripresentarsi del grave fenomeno del precariato e consenta di avviare a soluzione l’ormai patologico fenomeno dell’insufficiente riconoscimento e valorizzazione del personale Ricercatore e Tecnologo che oggi è inquadrato in percentuali inaccettabili al terzo livello professionale.

         Ribadiamo che riteniamo il tavolo paritetico sull’ordinamento professionale una occasione unica e irripetibile e speriamo che si riesca, con il contributo sia delle altre organizzazioni sindacali che dell’ARAN stessa, a produrre un documento quanto più possibile condiviso da utilizzare in maniera proficua nella prossima tornata contrattuale.

Comunicato precedente citato nel testo:

                                      FGU – Dipartimento Ricerca – Sezione ANPRI

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/10/comunicato-CommissioneOrdinamentoProfessionale-15-10-2020.pdf

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