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Comunicato del 23 giugno 2020 Monitoraggio SW: il CNR opta per il “braccio di ferro” invece di cercare il dialogo coi R&T!!

In questi giorni potrebbe essere scritta una pagina buia nella storia del CNR, conseguenza di una delle tante criticità presenti nel processo di “Monitoraggio SW” e nell’intera gestione dell’emergenza Covid da parte dell’Ente, criticità che, benché siamo fra i sottoscrittori del Verbale di confronto del 29 maggio, abbiamo ripetutamente segnalato sia in sede di discussione con l’Amministrazione del CNR che in nostri Comunicati.

Il tutto nasce da una lettera con la quale un cospicuo numero di R&T di un prestigioso Istituto del CNR, con toni cortesi, avrebbe informato il DG della propria volontà di non compilare i flussi del Monitoraggio SW di cui alla nota del DG dell’8 giugno scorso, dando articolata e circostanziata motivazione della loro decisione.

Ci saremmo aspettati che, trattandosi di R&T di un Ente di ricerca che vede la sua ragion d’essere proprio nel loro lavoro di ricerca, l’Amministrazione avrebbe risposto ai colleghi con una sua lettera, meglio ancora se condivisa col Presidente Inguscio, nella quale cercare di motivare le decisioni del CNR e dimostrate, se possibile, il corretto agire dell’Ente in merito al monitoraggio del lavoro agile, alla tempistica delle varie decisioni prese e a quant’altro contestato nella lettera dei colleghi.

Per contro, in maniera del tutto inaspettata e ingiustificabile, la lettera è stata trasmessa all’Unità Procedimenti Disciplinari e Integrità che ha chiesto di identificare con certezza i firmatari della lettera al fine di accertare “eventuali responsabilità disciplinari”!!

Quest’incomprensibile modo di agire del CNR fa nascere il dubbio che l’Amministrazione, forse perché privo di argomentazioni valide per sostenere il suo agire, tema un confronto diretto e dialettico con i R&T dell’Ente, con i quali non ritiene di doversi confrontare, dimenticando che la ragion d’essere del CNR è, come già detto, nell’attività di ricerca svolta dai R&T e che l’Amministrazione dell’Ente deve essere al servizio della comunità scientifica interna e dei suoi bisogni, e non il contrario.

È peraltro evidente che quanto fin qui stigmatizzato rientra in un quadro molto più preoccupante che riguarda l’intera gestione dell’emergenza Covid da parte del CNR, in cui spicca la totale assenza del Presidente Inguscio che, sottraendo se stesso ad ogni responsabilità che il ruolo di Presidente invece gli attribuisce, ha affidato al DG e ad una Cabina di regia composta unicamente da dirigenti amministrativi dell’Ente, ad eccezione di un unico Direttore di Istituto (presente solo per le sue competenze scientifiche in materia di virus), il compito di gestire l’emergenza, anche per gli aspetti più direttamente connessi all’attività di ricerca, escludendone invece l’intera comunità scientifica dell’Ente, Direttori compresi, come se il CNR non fosse un Ente di ricerca ma un Ufficio Anagrafe comunale.

Tutto ciò ha causato, tra le tante forzature e disfunzioni, il tentativo di obbligare anche i R&T a mettersi, nello spazio di pochissimi giorni, in lavoro agile, disconoscendo loro ancora una volta il diritto di svolgere attività fuori sede anche presso la propria abitazione, un avvio tardivo di moltissimi piani di rientro delle sedi di ricerca (alcune addirittura ancora chiuse, come se fossimo ancora in piena Fase 1 dell’emergenza!!!) e una ripresa delle attività di ricerca molto lenta e limitata, a danno di tantissimi R&T e dello stesso CNR, in termini di perdita di immagine e di minori entrate economiche.

Chiediamo quindi all’Amministrazione di percorrere la via del confronto e di abbandonare ogni tentazione di avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi che si astengono dal compilare i flussi di Monitoraggio SW e di porre invece rimedio ai tanti ritardi e disfunzioni che, per esempio, si stanno registrando nella distribuzione alle sedi delle mascherine chirurgiche che l’Ente si è impegnato ad acquistare e distribuire, nonché nella fornitura di quel supporto tecnologico (strumenti e metodologie) che il personale costretto a lavorare a casa avrebbe voluto/dovuto ricevere.      

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/06/Comunicato-23-giugno-2020-Monitoraggio-SW-CNR-opta-braccio-di-ferro-invece-del-dialogo.pdf

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