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Comunicato del 3 dicembre 2019. Riformare le procedure di assunzione e carriera dei R&T

Siamo stati sempre convinti che la produzione scientifica dovesse avere (ed avesse) nel CNR un ruolo fondamentale nelle valutazioni comparative per l’assunzione e la progressione di carriera dei Ricercatori, ma quanto emerso pochissimi giorni fa, a seguito della pubblicazione della graduatoria del bando n. 368.46 relativo al piano straordinario MIUR, sembra smentire clamorosamente la nostra convinzione.   

Infatti, uno degli otto vincitori del suddetto bando è una collega CTER, in servizio presso un Dipartimento dell’Ente, che risulta essere completamente sconosciuta nei principali data base scientifici (Web of Science, Scopus, ResearchGate); è presente, invece, in Google Scholar ma con sole 3 pubblicazioni antecedenti la data di partecipazione al concorso, tutte in italiano, che hanno totalizzato complessivamente 5 citazioni (h-index = 1!). Pubblicazioni, peraltro, prodotte in ben 15 anni di “attività”: ossia una pubblicazione ogni 5 anni, dato che la sua prima pubblicazione risale al 2004.

Si potrà pensare che forse la produzione scientifica degli altri 80 colleghi presenti nella graduatoria di idonei del bando in oggetto era di livello così basso da giustificare tale incredibile esito del concorso. Basta, però, accorgersi che il primo degli idonei ha al suo attivo (fonte Scopus) più di 70 pubblicazioni (oltre a tre brevetti), con quasi 600 citazioni e un h-index di 15, per capire che ciò non è plausibile.

Ancora più impietoso è il confronto con il 17° in graduatoria (posizione scelta non a caso, perché corrisponde al primo escluso da un ipotetico futuro scorrimento dei primi 8 idonei), autore di oltre 100 pubblicazioni, con quasi 2000 citazioni e un h-index di 23 (sempre da fonte Scopus), prodotte in soli 7 anni.

Quanto qui su riportato rappresenta, sfortunatamente, solo la punta di un iceberg, dato che innumerevoli sono le contestazioni, spesso sfociate in ricorsi presso i giudici competenti, riguardanti l’esito di concorsi per l’assunzione o la progressione di carriere dei R&T del CNR.

È quindi sempre più necessaria, ed urgente, una radicale riforma delle procedure concorsuali. In particolare, è indispensabile definire, in apposito Regolamento e con il coinvolgimento dei R&T dell’Ente, le Aree concorsuali e i titoli valutabili, nominare le commissioni previo sorteggio da appositi albi di esperti interni ed esterni ed assicurare la massima trasparenza di tutto l’iter concorsuale.

E tutto ciò prima che lo sconforto e la sfiducia prendano il sopravvento sull’entusiasmo e la passione per la Ricerca.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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