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Comunicato CNR dell’11 maggio 2020 Monitoraggio lavoro agile: da rispedire al mittente

Il CNR ha attivato con la nota del Direttore Generale n. 0029838 dell’8 maggio il monitoraggio del lavoro agile (il cosiddetto “Monitoraggio SW”) che richiede la compilazione mensile, da parte di tutti i dipendenti in lavoro agile, di una scheda di programmazione delle attività che si svolgeranno (a partire dal mese di maggio) ed una scheda di auto-rendicontazione in cui descrivere le attività svolte (a partire dal mese di marzo).

Tali richieste, come già anticipato dalla FGU-DR-ANPRI il 6 aprile c.a. nel corso di una prima riunione informativa sull’argomento, sono palesemente in contrasto con la normativa contrattuale dei R&T e con i principi di autonomia e di libertà di ricerca sanciti nella Carta Europea dei Ricercatori, cosa che rende il lavoro agile non applicabile ai R&T degli EPR, come ulteriormente sottolineato nel Comunicato del 4 maggio scorso. Argomenti che hanno costretto la FGU-DR-ANPRI a non sottoscrivere il protocollo proposto dal CNR alle OO.SS. il 24 marzo c.a.

Assurda e palesemente illegittima, per il personale tutto, è l’implicita volontà del CNR di continuare a sottoporre a “Monitoraggio SW” anche il personale che riprenderà a lavorare in sede in maniera più o meno stabile durante la “Fase 2”. È come se bastasse che un dipendente di un Ente stesse in lavoro agile per poter/dover attivare il monitoraggio su tutti i dipendenti!!

Incomprensibile è poi il motivo per cui il “Monitoraggio SW” non verrà attivato solo per il “personale per il quale è attivo il ciclo integrato della performance (Dirigenti, Direttori di Dipartimento e di Istituto e Responsabili di Unità)”. Se il motivo di tale non attivazione è proprio il fatto che tale personale è soggetto alla valutazione delle performance, allora anche per i R&T tutti non dovrebbe essere attivato il Monitoraggio SW dato che i R&T sono periodicamente sottoposti a verifica della regolarità dell’attività svolta in occasione dei passaggi di fascia stipendiale.

Infine, considerata la condizione di emergenza sanitaria che ha reso necessaria l’adozione “forzata” dato lavoro agile ai dipendenti del CNR, anche a fronte del fatto che tanti colleghi che avrebbero voluto continuare a lavorare negli Istituti, riteniamo che la Dirigenza del CNR si debba far carico in prima persona di eventuali obblighi o oneri nei confronti della Funzione Pubblica, evidenziando con chiarezza ed efficacia le peculiari attività svolte nell’Ente, ben diverse da quelle svolte nel resto della P.A., senza scaricarli sul suo personale con facili soluzioni che producono solo ulteriori inutili aggravi burocratici.

Di conseguenza riteniamo che i R&T possano/debbano astenersi dal contribuire al “Monitoraggio SW” e che sia la Dirigenza dell’Ente a dover spiegare alla Funzione Pubblica e al ministro Manfredi per quale motivo, una settimana dopo che il Paese è entrato nella Fase 2, gli Istituti siano di fatto ancora chiusi nonostante l’INAIL, nel suo recente “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”, abbia attribuito alle attività di “Ricerca scientifica e sviluppo” la “Classe di rischio” bassa e la più bassa “Classe di aggregazione sociale” (solo 1, in un range che va da 1 a 4) e nonostante l’invito fatto una settimana fa dal ministro Manfredi ai Presidenti degli Enti di ricerca, CNR compreso, di consentire durante la Fase 2 (iniziata già una settimana fa!) “le attività individuali, ovvero l’accesso agli studi, agli uffici, alle biblioteche e ai laboratori da parte dei singoli, con eventuale presenza in piccoli gruppi, adottando le misure di sicurezza”.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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