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ALL’INFN LUCI E OMBRE PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI

Nell’ultimo Consiglio Direttivo del 2017 l’INFN dovrà approvare il piano triennale 2018-20. Per i ricercatori, le nuove eventuali posizioni che saranno previste nella legge di bilancio in corso di approvazione al Parlamento, dovrebbero essere in numero analogo alle 73 posizioni assunte nel 2017. Per i tecnologi si prevedono nel 2018: 43 posizioni e la conclusione dei 12 concorsi già avviati, oltre a una posizione da primo tecnologo e una da dirigente tecnologo. Per il personale tecnico ed amministrativo l’Ente si è impegnato alla stabilizzazione delle 90 posizioni che hanno i requisiti necessari in osservanza del d.lgs. 75/2017. L’Ente si è inoltre impegnato a prorogare tutti i contratti a tempo determinato fino alla realizzazione della stabilizzazione o dei concorsi previsti. L’INFN prevede anche di bandire posizioni per progressioni di carriera (30 per primo ricercatore e 20 per dirigente di ricerca) durante il 2018, cui si sommano gli avanzamenti già previsti per il 2017 e non attivati a causa dell’assenza del disciplinare sui concorsi (25 posizioni da primo tecnologo e 12 da dirigente tecnologo). L’ANPRI ritiene che la decisione di applicare la legge Madia solo al personale IV-VIII rappresenti una grave discriminazione dal personale ricercatore e tecnologo a tempo determinato che in molti casi ha anzianità di contratti a termine che supera i 10 anni. Questo personale frequentemente viene utilizzato per svolgere attività istituzionali oltre a quelle strettamente connesse ai progetti finanziati da fondi esterni specifici per cui essi sono stati introdotti. Si tratta quindi di ricercatori e tecnologi che non assolvono a un compito di ricerca temporaneo ma entrano nel lavoro ordinario dell’Istituto.L’ANPRI intende continuare il proprio impegno volto a cercare una soluzione più costruttiva per la regolarizzazione del personale a tempo determinato, applicando le norme previste dal D.Lgs 75/2017 per la stabilizzazione anche dei R&T, e per cercare di evitare il perpetuarsi della problematica del precariato.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 13 dell’11 dicembre 2017

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