Comunicati CNR 

Lettera del 6 dicembre 2019: ripristino servizio mensa presso tutte le strutture del CNR

Al dott. Pierpaolo Orrico    

Ufficio Servizi Generali

e p.c. al dott. Giambattista Brignone

Direttore Generale CNR

Al dott. Giambattista Brignone

Direzione Centrale Servizi per la Ricerca (ad interim)

Al Personale tutto del CNR

Oggetto: ripristino servizio mensa presso tutte le strutture del CNR

Egr. dott. Orrico,

la scrivente O.S. le scrive per evidenziarle il fatto che, il prossimo 31 dicembre, le due principali Aree di Ricerca (AdR) di Milano, l’AdR 1 di via Bassini e l’AdR 3 della Bicocca, vedranno chiudere le rispettive mense per l’impossibilità di prorogare, nel rispetto dei dettami dell’ANAC, gli attuali contratti, in un silenzio pressoché totale da parte dell’Amministrazione Centrale.

Stessa sorte, d’altro canto, è già toccata, dal 1° gennaio, all’AdR di Padova e stessa sorte potrà a breve toccare all’AdR di Pisa, dato il regime di proroga ivi attivo da molti anni.

In particolare, per quanto riguarda le AdR di Milano, dobbiamo sottolineare che, nonostante siano state inoltrate numerose richieste di interlocuzione da parte dei Presidenti delle due AdR e della RSU di Milano (che ha anche inviato una petizione firmata dalla larga maggioranza dei dipendenti), ai diretti interessati sono arrivate solo poche e vaghe risposte, che di fatto hanno impedito di procedere, qualora possibile, ad una gara locale al fine di garantire la continuità del servizio mensa.

Nasce quindi il timore che, a seguito dell’erogazione dei buoni pasto a tutto il personale, anche laddove è attivo il servizio mensa, il CNR abbia intenzione di disinteressarsi della questione delle mense.

Non è forse un caso che l’Avviso di manifestazione di interesse (Prot. n. 0087657 del 29/12/2015) “per l’affidamento in concessione, ai sensi dell’art. 30 del D.lgs. 163/ 2006 e S.M.I., dei servizi di ristorazione, bar e catering presso le sedi dell’Italia centrale (lotto 1-2), dell’Italia settentrionale (lotto 3) e dell’Italia meridionale (lotto 4-5) del Consiglio Nazionale delle Ricerche“, scaduto nell’oramai lontanissimo 5 febbraio 2016, sembra non aver avuto alcun seguito concreto. Infatti, benché ad aprile 2016 fosse stata nominata la Commissione e che questa fosse stata convocata a luglio 2016 per procedere all’esame delle domande pervenute, a questa prima convocazione sembra non esserci stato alcun seguito, cosicché ad oggi, a meno di un mese dalla prevista chiusura delle due mense di Milano, tutto sembra sospeso nel nulla. E le rassicurazioni fornite nei primi mesi di quest’anno ai Presidenti delle due AdR di Milano non sembrano trovare alcun riscontro oggettivo.

Eppure, è evidente che le mense (e non solo quelle di Milano) offrano un servizio insostituibile per le centinaia di dipendenti che lavorano in zone delle città quasi o totalmente sprovviste di servizi alternativi, spesso sovraffollati dagli studenti universitari. La mancanza del servizio mensa comporta per i dipendenti tutti un oggettivo aggravio dei costi, senza peraltro poter beneficiare di controlli sulla qualità del cibo e del servizio offerto, cosa che invece avviene in presenza di una mensa interna. Inoltre, l’assenza della mensa, costringe il personale ad impiegare molto più tempo per la pausa pranzo (rispetto alla mezz’ora normalmente necessaria in presenza della mensa), con conseguente necessità di allungare i tempi di  permanenza sul luogo di lavoro. Tali disagi assumono poi, come è immediato intuire, rilevanza ancor maggiore per i colleghi disabili.

Infine, le mense presso le AdR costituiscono un importante ed insostituibile luogo di aggregazione ed interazione, sia tra colleghi dei vari istituti CNR che con ricercatori esterni all’Ente (laddove sono attive specifiche convenzioni, come quelle con l’Università di Milano Bicocca e il Politecnico di Milano), e l’assenza della mensa comporta un notevole danno anche sul piano scientifico e di crescita professionale.

Alla luce di quanto esposto, la scrivente O.S. chiede che l’Ente provveda, con la massima urgenza, a dare seguito immediato all’Avviso di manifestazione di interesse del dicembre 2015, ad assicurare il prosieguo del servizio mensa presso le due AdR di Milano 1 e 3 (anche attraverso l’indizione di gare in sede locale), ad evitare che il servizio mensa presso l’AdR di Pisa sia interrotto e a ripristinare il servizio mensa nelle AdR, come quella di Padova, ove la mensa è stata chiusa recentemente.

Si chiede, inoltre, di trovare il modo di assicurare, nel prossimo futuro, il servizio mensa in tutte le AdR e grandi sedi del CNR, anche in quelle non incluse nell’Avviso di manifestazione di interesse del dicembre 2015, come ad esempio a Sassari e a Bari (ove non sembra prevista una mensa neanche nella nuova sede dell’ex Manifattura tabacchi!), al fine di eliminare le disparità di trattamento tra i dipendenti dell’Ente, sia in termini di costi e tempo, che di opportunità di interazione e crescita scientifica per i colleghi e per lo stesso Ente.

Al contempo, vanno risolti i problemi legati alla spendibilità dei buoni pasto presso le mense del CNR, cosa che da un lato può far innalzare i costi del servizio mensa per chi intende utilizzare i buoni pasto, dall’altro rischia di ridurre la qualità del cibo, a danno della salute dei dipendenti. 

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

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