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Precariato al CNR: a rischio l’applicazione del Decreto Madia

Il Nuovo Testo Unico del Pubblico impiego e le modifiche introdotte dalla riforma Madia (D.Lgs. 17/2017), in particolare l’art. 20 riguardante il “Superamento del precariato nella Pubblica Amministrazione”, non trovano ancora al CNR un terreno di confronto proficuo tra sindacati e amministrazione per la loro concreta attuazione. In questa fase di stallo si corre il serio rischio che esse possano essere vanificate dalla mancanza di un adeguato piano di finanziamento e di assorbimento del precariato.

Per questa ragione il ‘Presidio dei Precari Uniti del CNR’ sarà in piazza davanti al MIUR il prossimo 4 ottobre, chiedendo “che venga riconosciuta la necessità di aumentare il Fondo Ordinario dell’Ente (FOE) di circa 120 Milioni di Euro: a tanto ammonterebbe la quota riportata nel Piano di Fabbisogno Triennale dell’Ente (triennio 2017-2019) che sarebbe necessaria per dare integrale attuazione al Dlgs 75/2017, comma 1 e comma 2”.

L’ANPRI ha ripetutamente chiesto che si facesse una chiara mappatura del precariato nel CNR, per capire quali siano le diverse condizioni di sofferenza presenti nell’Ente e procedere così alla redazione di un piano per l’applicazione dell’art. 20 citato, commi a) e b). Le informazioni richieste non sono mai state fornite, e questo rende impossibile qualsiasi pianificazione che renda giustizia a chi veramente svolge attività di ricerca o di supporto alla ricerca da troppi anni. Dubitiamo fortemente che l’aumento richiesto da Precari Uniti sia in grado di dare ‘integrale’ attuazione alla delega contenuta nel Decreto 75/2017, se la parola ‘integrale’ significa assunzione di ‘tutti’ i precari. Al contrario siamo sicuri, viste anche le precedenti esperienze, e considerato lo stato dei conti pubblici, che saranno molti i precari a rimanere amaramente delusi. Serietà e trasparenza imporrebbero invece un atteggiamento responsabile da parte dell’Amministrazione del CNR, che cominciasse subito, con le risorse attualmente disponibili in attesa di auspicabili ulteriori risorse, da quantificare e richiedere rapidamente sulla base di un serio piano di attuazione dell’art. 20, ad applicare la nuova normativa con regole certe e condivise.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 11 del 29 settembre 2017

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