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Comunicato del 21 aprile 2020. Covid-19: come e quando riprendere le attività

In questi giorni sta entrando nel vivo il dibattito su come e quando riprendere le attività di ricerca nelle varie sedi del CNR, alla luce dell’oramai imminente avvio della “fase 2” che il Governo si appresta a decretare.

Decidere come e quando riprendere le attività in sede dipende anche dal ruolo che si assegna alla Ricerca in generale, e al CNR in particolare, anche in questa fase emergenziale, ossia se la Ricerca costituisce un servizio essenziale per il Paese, come per altro già indicato nel DPCM del 10 aprile scorso (art. 2 – Allegato 3), o se essa costituisce uno dei tanti settori assistiti dei quali si può fare facilmente a meno, come sembra di dover desumere dalla lettura di linee guida circolate in questi giorni.

La FGU-DR-ANPRI è pienamente convinta della correttezza della scelta operata dal Governo nel DPCM su richiamato, A nostro avviso, la Ricerca, e non solo quella orientata alla lotta al Coronavirus, è un servizio essenziale di cui il Paese non può e non deve fare a meno, anche e soprattutto in questa fase emergenziale. Di conseguenza, riteniamo che il CNR debba programmare al più presto la ripresa di tutte le attività di ricerca presso le proprie sedi, ripresa che riteniamo debba avvenire limitatamente al solo personale dipendente, su base volontaria del singolo dipendente, prevedendo soluzioni di flessibilità integrative, quali ad esempio la presenza in sede per soli alcuni giorni della settimana (in flessibile alternanza sede-casa).

L’obiettivo primario è la ripresa di tutte le attività di ricerca nella massima sicurezza e tutela della salute del personale, con la cautela di prevedere, anche in una successiva “fase 3”, il prosieguo del lavoro agile o a casa dei dipendenti in condizioni di salute non ottimale o costretti a lunghi spostamenti su mezzi pubblici per raggiungere la sede di lavoro, così come di quanti hanno bambini in età scolare, o altri familiari conviventi che necessitano di assistenza continua, o altre situazioni che impediscano/sconsiglino la ripresa del lavoro in sede.

L’Ente deve, dal canto suo, assicurare che la ripresa avvenga in piena sicurezza, senza ritardi nella programmazione e pianificazione degli interventi da eseguire e nell’acquisto dei dispositivi di protezione, fornendo mascherine certificate e gel igienizzante, sanificando periodicamente gli ambienti di lavoro, provvedendo a pulizia specifica delle superfici lisce e dei servizi igienici, garantendo l’adeguato distanziamento sociale, chiudendo luoghi di usuale ritrovo del personale (bar, buvette,…), ….

In chiusura, dobbiamo doverosamente rilevare l’irricevibile considerazione/richiesta contenuta nelle “Linee Guida: Emergenza COVID 2, Fase 2”, laddove una O.S. del Comparto chiede, “anche nella definizione (che non può essere unilaterale ma partecipata e condivisa) delle cosiddette attività indifferibili, di limitare (e meglio ancora impedire/vietare) la naturale (e già presente) spinta di “scienziati” ed “accademici” alla partecipazione anche in questa fase critica ad attività che comportano mobilità, ingressi, missioni, tirocini, attività di monitoraggio esterno, congressi etc.”. Spiace leggere un tale sapore diffamatorio nei confronti della comunità scientifica, perché sembra il frutto di una visione secondo cui l’Ente svolge una funzione accessoria e voluttuaria: la Ricerca, la missione principale del CNR, è un bene primario salvaguardato dalla Costituzione (art. 33) e proprio la pandemia in atto ha clamorosamente evidenziato la necessità e l’urgenza di avere più ricerca e maggior sostegno ad essa, sia biomedica che non (anche in campo umanistico: pensiamo alla necessità di comprensione dei meccanismi di gestione delle crisi). La ripresa responsabile della Ricerca è quindi una necessità per il Paese, non un irresponsabile capriccio dei suoi scienziati!

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/04/Comunicato-21-aprile-2020.-Covid19-Come-e-quando-riprendere-le-attività.pdf

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