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Comunicato del 4 maggio 2020. Lavoro agile e modalità “non ordinarie” di lavoro in emergenza Covid-19

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 ha stabilito che nell’emergenza Covid-19 “il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni”. È evidente quindi che il “lavoro agile” sostituisce il lavoro presso la propria sede di lavoro che, fuori dalla fase emergenziale, costituisce la “modalità ordinaria” di svolgimento del lavoro nel CNR.

Il suddetto Decreto Legge, parlando di “modalità ordinaria” e non di “modalità esclusiva”, non ha quindi stabilito che il lavoro agile sia l’unica modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, né ha sospeso, neppure momentaneamente, gli istituti contrattuali che individuano altre modalità di svolgimento del lavoro negli EPR. Ne risulta quindi che le modalità “non ordinarie” di svolgimento dell’attività lavorativa previste per il personale degli EPR restano consentite, qualora compatibili con le esigenze di prevenzione e sicurezza legate alla fase emergenziale.

In particolare, quindi, anche durante la fase emergenziale, i Ricercatori e i Tecnologi possono, in alternativa al lavoro agile (col quale il CNR introduce vincoli quantitativi sull’orario di lavoro giornaliero del tutto incompatibili con “l’autonoma determinazione del proprio tempo di lavoro” che il vigente contratto riconosce loro), svolgere l’attività al di fuori della propria sede di lavoro, compreso il proprio domicilio, così come tutto il personale dell’Ente può continuare a lavorare in modalità “telelavoro” e/o “missione” (se e quando autorizzata).

Non è un caso, infatti, se l’INFN, Ente di Ricerca soggetto alle medesime norme contrattuali e di legge del CNR, abbia previsto, anche nella fase emergenziale, il lavoro agile per il solo personale tecnico ed amministrativo, e l’attività fuori sede per i Ricercatori e Tecnologi, avendo individuato questa modalità di lavoro, già utilizzabile in condizioni “ordinarie”, come la più efficace e adattabile al lavoro di ricerca anche in emergenza sanitaria.

Analoga proposta è sostenuta dalla FGU-DR-ANPRI per i Ricercatori e Tecnologi del CNR, perché è la natura stessa del lavoro agile (in condizioni ordinarie), basato su prefissati e misurabili obiettivi della prestazione di lavoro, concordati col datore di lavoro, e sulla valutazione del raggiungimento del risultato prestabilito, a rendere il lavoro agile del tutto incompatibile con l’autonomia, la libertà e la natura stessa del lavoro di ricerca dei Ricercatori e Tecnologi.

Gianpaolo Pulcini

Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

https://anpri.fgu-ricerca.it/wp-content/uploads/2020/05/Comunicato-4-maggio-2020.-Lavoro-agile-e-modalità-non-ordinarie-di-lavoro.pdf

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